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1991 – Franco Passoni

Franco Vasconi è pittore figurativo piemontese, nato a Spigno Monferrato nel 1920. Ha comunque sempre vissuto a Milano, sin dalla più giovane età, conquistando una meritata affermazione nel panorama nazionale della pittura di oggi. Le sue prime opere sono state principalmente degli “ a-freschi” che ancora oggi decorano gli interni di alcune chiese lombarde, rivelando la qualità di questo artista che, in anni più maturi, ha sviluppato un suo modo poetico molto particolare e certamente personale. Nel corso della sua lunga attività Vasconi ha prodotto sia una pittura da cavalletto, sia delle grafiche d’autore a più colorie, inoltre, in questi ultimi anni, si è distinto con alcune sculture molto ricercate dal mercato.
I suoi dipinti sono molto significativi e pieni di suggestione per l’insieme delle immagini iconografiche che assumono una evocazione singolare, creando movimenti spaziali e arricchendo le sue composizioni di significati multidimensionali con la sovrapposizione delle immagini, che Vasconi recupera dal vissuto o ritrova nella sua memoria percettiva simili a dei sogni e che immette in un racconto.
In questo senso pensiamo di poter affermare che Vasconi è un pittore mentale, che crea con le sue forme figurali degli sdoppiamenti di realtà, dando luogo a delle trasgressioni, a delle devianze, per esprimere le tendenze del nostro tempo come una qualità del pensiero che produce effetti di sorpresa e di suspence psicologica.
Il suo linguaggio originale visualizza sulle tele che dipinge, una “imago” che viene recepita dal riguardante da un insieme di sensazioni simultanee che determinano una condizione del tempo separata dallo spazio. Da questa curiosa tensione nascono degli stati d’animo visivi che rivelano una sublimazione del pensiero di Vasconi, espresso in un mondo poetico molto personale.
Tra le sue opere più suggestive vogliamo qui ricordare i temi sui “cavalli”quelli della “oppressione” della “liberazione”e i diversi omaggi ai maestri e alle architetture. Negli ultimi quadri ritroviamo i “fondi marini, le “apparizioni”, etc… che tutti insieme danno luogo a un teatro della ricerca, dove lo spettacolo non è solo quello enunciato dal soggetto ma anche quello che viene suggerito dalla spiritualità dell’artista.

FRANCO PASSONI 1991

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